DECRETO LAVORO 2026: APPROVATA LA NORMA CHE TUTELA 150MILA LAVORATORI DELLE AGENZIE PER IL LAVORO
Quotidiano Nazionale, 25 giugno 2026
Una norma del decreto lavoro approvato ieri è intervenuta per superare una volta per tutte lo stato di incertezza relativo a 150mila lavoratori assunti a tempo indeterminato da parte delle Agenzie per il Lavoro. La possibilità di impiegare questi lavoratori presso la stessa azienda con le medesime mansioni prima non aveva limiti, mentre ora non potrà superare i trentasei mesi. Ai fini dei conteggi non si terrà conto dei periodi precedenti. Si riafferma poi un principio già presente nel nostro ordinamento, ovvero che le Agenzie non possono mai opporsi all’assunzione diretta del somministrato da parte dell’azienda utilizzatrice. La norma ora prevede un divieto esplicito di inserire nei contratti tra agenzie e aziende clausole che limitino l’assunzione diretta del lavoratore, sia durante la missione che al suo termine.
Assolavoro ha seguito da vicino gli sviluppi di un iter complesso, che nei mesi scorsi ha visto anche il susseguirsi di decisioni giurisprudenziali assai differenti, che hanno alimentato una condizione di incertezza per i lavoratori.
«Desidero esprimere un vivo apprezzamento non formale ma reale e circostanziato per i relatori, Walter Rizzetto e Tiziana Nisini, promotori dell’emendamento assieme a Chiara Tenerini, per aver individuato una soluzione che supera il rischio di turnover per i lavoratori che sono già assunti stabilmente da un’agenzia – evidenzia Francesco Baroni, presidente di Assolavoro. – I ringraziamenti sono tanto più sentiti perché riguardano la vita quotidiana di 150mila persone e perché i relatori non hanno prestato il fianco a strumentalizzazioni, frutto di letture superficiali e di distanze, a volte siderali, dal mondo del lavoro e dalle dinamiche concrete dello stesso. Purtroppo, dopo quasi trent’anni dall’ingresso delle Agenzie per il Lavoro nel nostro ordinamento, tocca ancora fare i conti con atteggiamenti, preconcetti, e scarsa attitudine a leggere i dati reali. Ma l’importante è continuare a contribuire, assieme a istituzioni e sindacati, a promuovere sempre di più un lavoro di qualità».
Giova ricordare che per legge i lavoratori in somministrazione hanno tutele e retribuzione come quelle dei lavoratori assunti direttamente dall’azienda. Inoltre, chi lavora per un’Agenzia, dopo due anni, ha un contratto stabile in una percentuale tripla rispetto a chi è assunto direttamente da un’azienda (16,1% contro il 5,7%). In caso di cessazione di contratto a tempo indeterminato, entro novanta giorni l’84,5% dei lavoratori tramite Agenzia accede a una nuova occupazione, contro il 61% di chi era assunto direttamente da un’impresa.
La riforma non introduce nuovi strumenti contrattuali, ma chiarisce le condizioni di utilizzo di quelli esistenti. È questo il suo valore più concreto. L’incertezza dovuta a una giurisprudenza ondivaga aveva prodotto comportamenti difensivi da parte delle aziende. Con un orizzonte temporale definito, per i lavoratori in somministrazione si conferma la possibilità concreta di costruire un proprio percorso professionale. La stabilizzazione presso l’azienda utilizzatrice, infatti, si realizza quando si combinano due fattori: il consolidamento di un picco produttivo e la conoscenza reciproca tra lavoratore e azienda. Serve tempo perché questo accada. E la norma definisce un orizzonte, superando le incertezze.
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