AL SOLE 24 ORE I DATI DELL’OSSERVATORIO DI ASSOLAVORO SUL SETTORE DELLE AGENZIE NEL 2025
Il Sole 24 Ore, 25 marzo 2026
Somministrazione, con i rinnovi stipendi in aumento del 3,6%
Per il secondo anno di seguito, nel 2025 gli occupati in somministrazione sono in calo e si riduce, anche se di poco, l’incidenza dei tempi indeterminati. Tuttavia il settore tiene perché cresce il fatturato delle Agenzie (+1,4%), così come lo stock delle retribuzioni per chi ha un tempo indeterminato segnano un aumento del 3,6%, complici i rinnovi contrattuali nei vari comparti in cui opera la somministrazione. Segno di una tendenza che va consolidandosi da tempo ad una ricomposizione della forza lavoro che vede le imprese rivolgersi alle Agenzie per il Lavoro sempre più per la copertura di profili ad alto valore aggiunto, nei servizi come nell’industria, con livelli retributivi medi più elevati, preferendo ricorrere per i profili meno qualificati a tipologie contrattuali meno onerose ma anche meno tutelanti per i lavoratori (lavoro stagionale, intermittente). Dall’analisi dell’Osservatorio Assolavoro DataLab relativa al settore per il 2025 emerge dunque un quadro con luci e ombre, le incertezze sul piano geopolitico ed economico determinano un lieve calo degli occupati complessivi in somministrazione nel corso del 2025, che in un anno passano da poco più di 479mila a 475mila. La media mensile è in calo dello 0,8%. Ma si è anche assottigliata la forbice tra somministrazione e l’andamento di tutto il mercato del lavoro. Nel 2025 la crescita media annua di tutta l’occupazione, aumentata del +0,8% rispetto al 2024, ha rallentato. Nel 2024, infatti, la crescita occupazionale era stata del +1,5% rispetto al 2023. Mentre, all’opposto, la somministrazione nel 2024 era diminuita in media annua in misura molto maggiore (-3,9%) rispetto al calo del 2025 (-0,8%).
La retribuzione mensile sale
Il fatturato complessivo del settore cresce mediamente dell’1,4% e lo stock delle retribuzioni dei lavoratori (che per legge hanno le tutele e compensi previsti dai CCNL dell’azienda presso la quale prestano la propria attività) aumentano del +3,6% per chi ha un contratto a tempo indeterminato con un’Agenzia per il Lavoro. Sul dato pesano i rinnovi dei Ccnl, ma anche il progressivo maggior impiego tramite Agenzia di figure professionali sempre più qualificate. La retribuzione oraria degli addetti a tempo indeterminato come media annuale è passata da 14,80 a 15,28 euro tra il 2024 e il 2025 e la retribuzione mensile da 2.090 euro a 2.139 euro.
Il tempo indeterminato
La dinamica complessiva della somministrazione nel 2025 è stata determinata soprattutto dal calo della componente a termine che, proseguendo il trend in diminuzione cominciato nel 2023, è scesa a poco meno di 328mila occupati medi mensili, un valore distante dal picco dei 394mila occupati medi mensili del 2022. Di contro, il lavoro in somministrazione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato ha continuato nel 2025 a registrare, in media mensile calcolata su base annua, un incremento. I somministrati a tempo indeterminato sono stati infatti in media pari a 147.693, contro i 144.461 del 2024, evidenziando una crescita del +2,2%. Tuttavia guardando all’andamento mensile, nel corso del 2025 i tempi indeterminati hanno fatto registrare una prima frenata che arriva dopo un lungo periodo di crescita ininterrotta, passando dai quasi 150mila occupati di gennaio 2025 a poco più di 145mila occupati a tempo indeterminato di dicembre. La dinamica in rallentamento registrata nel corso dell’anno dei somministrati a tempo indeterminato, più accentuata rispetto al calo di quelli a tempo determinato, ha portato a dicembre 2025 ad una lieve riduzione dell’incidenza di questo gruppo sul totale dei somministrati scesa al 31,1%, contro il 31,6% registrato nello stesso mese dell’anno precedente.
Ore totali lavorate in calo
Questo andamento ha riflessi negativi anche sulle ore totali lavorate in somministrazione che sono scese (-1,3%). Questo risultato è il frutto di un minor impiego della forza lavoro, soprattutto per la riduzione lungo tutto il 2025 degli occupati con i contratti di somministrazione a tempo indeterminato. La somministrazione rispetto agli occupati totali ha mantenuto sostanzialmente il proprio peso con una incidenza anche nel 2025 pari a circa il 2%. La dinamica minima di crescita degli occupati alle dipendenze in presenza del calo dei somministrati ha portato, invece, a registrare una riduzione sia pure minima dell’incidenza dei somministrati su tutti gli occupati alle dipendenze, passata dal 2,6% del 2024 al 2,5% del 2025. All’opposto, la riduzione più rilevante del lavoro a termine rispetto al calo dei somministrati ha determinato una crescita netta dei somministrati sul totale degli occupati a termine con l’incidenza che è salita al 18,6% contro il 17,4% del 2024.
La formazione
«I lavoratori assunti tramite Agenzia sono sempre più qualificati – commenta il presidente di Assolavoro, Francesco Baroni -, anche grazie alla formazione gratuita e mirata che eroghiamo a oltre 40omila persone in un anno e questo è un valore aggiunto essenziale peri singoli lavoratori, per il settore delle Agenzie e per il sistema impresa italiano».
La formazione
Baroni (Assolavoro): «Ogni anno eroghiamo formazione gratuita e mirata a oltre 400mila persone е questo è un valore aggiunto essenziale per i singoli lavoratori, per il settore delle Agenzie e per il sistema impresa italiano».
Il nodo staff leasing
Nella somministrazione di lavoro da diversi mesi c’è un calo dei lavoratori assunti a tempo indeterminato: «Il dato è determinato anche dall’incertezza normativa relativa allo staff leasing – aggiunge Baroni -. Aumenta, invece, su altri fronti, il ricorso a forme di lavoro meno tutelanti. In un mercato sempre più polarizzato l’obiettivo comune può essere solo quello di favorire un’occupazione più tutelata e più qualificata, come è il lavoro subordinato, meglio se stabile, che sia per via diretta o tramite Agenzia. E di combattere, invece, le forme di lavoro precarizzanti. I filoni su cui intervenire sono numerosi: dalle finte partite Iva, al lavoro per le cooperative cosiddette spurie, create per pagare il 20-30% in meno gli stipendi, dalle false collaborazioni, all’uso distorto anche delle reti di impresa fino naturalmente al lavoro irregolare e in nero».
Come è noto si attende il pronunciamento sullo dello staff leasing della Corte di Giustizia Europea, chiamata ad esprimersi sulla legittimità di questo strumento, su istanza di alcuni Tribunali (Reggio Emilia, Milano e Modena). Si tratta di una decisione che potrà avere ripercussioni su un’ampia platea di lavoratori, considerando che tra i somministrati con contratto di lavoro a tempo indeterminato i lavoratori in staff leasing rappresentano l’85,4% come media mensile 2025, per un il monte retributivo stimato in 2,017 miliardi di euro (oltre il 54% dell’intero monte retributivo della somministrazione). Per Baroni le Agenzie «sono un baluardo contro queste distorsioni del mercato e sono pronte a collaborare attivamente con le istituzioni per fare fronte comune, per favorire il lavoro tutelato ed evitare il rischio di scivolamenti verso contratti e forme di lavoro con meno garanzie».



