COLLEGATO LAVORO E LAVORATORI SVANTAGGIATI: IL PRESIDENTE BARONI SU REPUBBLICA

La Repubblica, 31 marzo 2025

Il Collegato Lavoro e le novità per le assunzioni tramite Agenzia per il Lavoro

Il cd. “Collegato Lavoro” (legge n. 203/2024) ha introdotto importanti novità nel mercato delle assunzioni tramite Agenzie per il Lavoro, agevolando l’inclusione di lavoratori appartenenti alle cd. “Categorie svantaggiate”. ​ Nello specifico, questa normativa esonera dall’obbligo di indicare una causale nei contratti a termine in somministrazione per specifici gruppi di lavoratori, facilitando così il loro ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. ​

Chi sono i lavoratori svantaggiati?

La legge identifica come “lavoratori svantaggiati” coloro che rientrano in almeno una delle seguenti categorie:

  • Disoccupati da oltre sei mesi ​
  • Giovani tra i 15 e i 24 anni
  • Persone prive di un diploma di scuola media superiore o professionale
  • Individui con più di 50 anni
  • Adulti che vivono soli con una o più persone a carico
  • Lavoratori impiegati in settori con una significativa disparità di genere
  • Appartenenti a minoranze etniche con necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale

Inoltre, sono considerati “lavoratori molto svantaggiati” coloro che sono senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o da 12 mesi se fanno parte di una delle categorie precedentemente elencate.

Secondo i dati del nostro Osservatorio Assolavoro Datalab, chi lavora tramite Agenzia ha il doppio delle occasioni di trovare un nuovo impiego alla scadenza del contratto precedente. ​ Il 61,5% dei lavoratori in somministrazione a tempo determinato trova infatti una nuova opportunità lavorativa entro 30 giorni dalla scadenza del precedente contratto, rispetto al 43,1% dei lavoratori con un contratto a termine non in somministrazione. ​

Il commento del Presidente di Assolavoro

Commenta così il Presidente di Assolavoro Francesco Baroni: «Il legislatore ha opportunamente rimosso un vincolo che non favoriva nessuno; ne deriva un sistema migliore per tutti: per le persone “svantaggiate” che più agevolmente potranno entrare o rientrare nel mondo del lavoro; per le imprese che faticano a trovare professionalità di alta qualifica, così come più operative, per le Agenzie per il Lavoro che possono favorire di più e meglio l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

La norma è tanto più apprezzabile perché favorisce l’inclusione, peraltro, senza nessun aggravio di costo per le casse dello stato e in questa maniera distingue ancora più nettamente il lavoro tutelato e con la retribuzione prevista dai contratti collettivi nazionali, com’è la somministrazione di lavoro, da quelle forme di occupazione che sono sotto tutelate o che scivolano verso forme diffuse di irregolarità».

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