Comunicazione

LAVORO. ASSOLAVORO: SPERIMENTARE POLITICHE ATTIVE DESTINATE A EMERSIONE LAVORATORI IRREGOLARI. AGENZIE PER IL LAVORO DISPONIBILI A FARE LA LORO PARTE

IN 5 ANNI 294MILA LAVORATORI COMPLETAMENTE IN NERO INDIVIDUATI CON ISPEZIONI, MA ABBANDONATI A SE STESSI.

NOTA STAMPA

 

IN 5 ANNI 294MILA LAVORATORI COMPLETAMENTE IN NERO INDIVIDUATI CON ISPEZIONI, MA ABBANDONATI A SE STESSI.

 

LAVORO. ASSOLAVORO: SPERIMENTARE POLITICHE ATTIVE DESTINATE A EMERSIONE LAVORATORI IRREGOLARI. AGENZIE PER IL LAVORO DISPONIBILI A FARE LA LORO PARTE

 

 

17 giugno 2019. “I lavoratori completamente in nero individuati a seguito di attività ispettiva dal 2014 al 2018 sono 294mila. Per loro, dopo i controlli e le sanzioni irrogate a chi li sfruttava, mancano politiche e misure per accompagnarli verso percorsi di occupazione legale e tutelata. Su questo fronte occorre intervenire e le Agenzie per il Lavoro sono disponibili a fare la propria parte per favorire il buon esito di una politica attiva dedicata all’emersione”. Così Alessandro Ramazza, Presidente di Assolavoro, a margine dell’Assemblea Pubblica dell’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro dal titolo “Fondata sul Lavoro. Legale.” che si è tenuta stamattina a Roma, a Palazzo Montemartini.

 

È questo peraltro, solo un pezzo, seppure molto rilevante, di un fenomeno vastissimo qual è quello del lavoro irregolare, con danni per tutti.

 

Per le persone: si stima siano oltre 3 milioni gli occupati in maniera irregolare, che non hanno tutele, diritti e retribuzione previsti dalla legge e che rischiano di rimanere dentro un sistema di sfruttamento con tutte le conseguenze intuibili sul piano professionale e personale.

 

Per la comunità: secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2016 il mancato gettito connesso all’utilizzo di forme di lavoro non regolari è stato dell’ordine di 16,5 miliardi di euro tra imposte dirette e contributi evasi, mentre il mancato gettito dell’Iva, dell’Irpef da lavoro autonomo e delle imposte sul reddito di impresa, ha comportato un ulteriore ammanco di oltre 70 miliardi di euro.

 

Per le imprese sane: che vedono così praticare ai propri danni concorrenza sleale da parte di chi sfrutta i lavoratori.

 

Sul fronte della legalità, Assolavoro e le Agenzie per il Lavoro sono in prima linea.

Le Agenzie per il Lavoro, per poter operare, devono possedere stringenti requisiti di affidabilità ed essere iscritte in un apposito Albo istituito presso il Ministero del Lavoro.

Se violano le leggi sono previste sanzioni che possono anche determinare la cancellazione dall’Albo.

Per poter essere iscritte ad Assolavoro, inoltre, occorre sottoscrivere un apposito Codice Etico che prevede un ulteriore livello di affidabilità e di eticità, oltre quanto previsto dalla legge.

Le 12mila persone alle dirette dipendenze delle Agenzie per il Lavoro, le altre 50mila selezionate in un anno per essere assunte direttamente dall’azienda committente e le oltre 400mila che – in media – ogni mese lavorano attraverso le filiali delle Agenzie hanno un contratto di lavoro dipendente e – per legge – è garantita loro la retribuzione, i diritti e le tutele tipiche del lavoro subordinato.

 

L’assemblea, aperta da un video centrato sul valore del lavoro legale e sulle prospettive future dell’occupazione, è stata introdotta da una relazione della Vicepresidente Patrizia Fulgoni.

Dopo un videomessaggio di Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, sono intervenuti il Procuratore Generale della Cassazione Riccardo Fuzio, il Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro - Generale Leonardo Alestra, la Professoressa Stefania Pellegrini docente di Sociologia del Diritto all’Università di Bologna, Monsignor Samuele Sangalli docente di Etica delle Professioni presso la Luiss e naturalmente il Presidente di Assolavoro Alessandro Ramazza.

 

Per unire politiche attive e politiche di contrasto al lavoro irregolare, in particolare, Assolavoro propone l’introduzione di una misura di sostegno al reddito ed una misura di accompagnamento al lavoro ai lavoratori in nero che denunciano il lavoro irregolare, la cui denuncia risulti poi confermata nel corso delle verifiche ispettive.

 

Potrebbe essere prevista una Naspi di importo pari al livello minimo attuale e un Assegno di Ricollocazione “Sommersi” per una durata di almeno 12 mesi.

 

Le Agenzie sono disponibili a fare la propria parte accompagnando l’inserimento al lavoro di questa tipologia di “lavoratori svantaggiati” anche attraverso percorsi di certificazione e integrazione delle competenze. ***

A questo link è possibile consultare la Nota stampa

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A questo link è possibile consutare la Nota datalab sul lavoro sommerso