Comunicazione

Il Decreto Dignità e il sangue di San Gennaro

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Ed eccoci finalmente ad alcuni numeri, non opinioni. Si tratta di una pregevole elaborazione dei dati dell’Osservatorio Inps sul precariato, effettuata da Assolavoro e Datalab, pubblicata oggi sul Sole. Si pongono a raffronto il periodo di vigenza del decreto dignità (da luglio 2018 ad aprile 2019, ultimo mese di disponibilità dei dati) e lo stesso periodo dell’anno precedente. Osservate.

Come si nota, abbiamo un aumento di contratti a tempo indeterminato che è pari al calo di quelli a termine. Abbiamo poi un
forte aumento del ricorso al contratto intermittente (oltre 25 mila contratti in più), ed un boom delle prestazioni occasionali (a +40% e +52mila contratti). Per contro, abbiamo il crollo del contratto di somministrazione, anch’esso colpito dal decreto dignità: nel periodo sono infatti aumentati i lavoratori somministrati a tempo indeterminato di circa 30 mila unità, ma quelli a tempo determinato sono diminuiti di ben 96 mila.

Che significa, ciò? Che il Decreto Dignità pare aver spinto i contratti di precariato vero, soprattutto ai danni dei soggetti con meno competenze, danneggiando forme di flessibilità maggiormente tutelata come la somministrazione. A voi le conclusioni, mentre siete in fila a fare il trenino per festeggiare la nuova “soglia psicologica” del brainwashing estremo. Prossima tappa: il Decreto dignità che fa liquefare il sangue di San Gennaro. Restate sintonizzati.